Come calcolare correttamente il prezzo di un prodotto o servizio

Il prezzo deve coprire i costi, lasciare un margine e restare accettabile per il cliente. Tre approcci per calcolarlo, con esempi numerici, il punto di pareggio e il prezzo finale con IVA.

Come calcolare correttamente il prezzo di un prodotto o servizio

Il prezzo giusto è quello che copre tutti i costi, lascia un margine sufficiente per far vivere l’attività e resta accettabile per il cliente. Si può calcolare in tre modi, da usare insieme: partendo dai costi (approccio del ricarico), guardando il mercato e i concorrenti, e valutando il valore che il cliente riconosce. Il calcolo dei costi fissa il prezzo minimo, mercato e valore indicano quanto puoi chiedere.

Se stai scrivendo il piano dell’attività, il prezzo è collegato a molte altre scelte: leggi anche come impostare un business plan e come tenere sotto controllo il flusso di cassa.

Passo 1: calcola tutti i costi

Un prezzo sbagliato nasce quasi sempre da costi dimenticati. Elenca:

  • Costi variabili: cambiano con la quantità venduta, come materiali, imballaggi, commissioni di pagamento, spedizione.
  • Costi fissi: restano uguali a prescindere dalle vendite, come affitto, assicurazioni, software, compenso dei collaboratori, il tuo stesso lavoro.
  • Imposte e contributi: vanno considerati nel piano economico.

La guida di Unioncamere avverte di non presumere che costi variabili e ricavi crescano insieme in modo lineare: nella maggior parte dei casi i costi variabili crescono «a scaglioni». L’esempio riportato è la produzione di un bene per la rivendita, in cui per vendere 100 unità si può essere costretti a produrne almeno 500 per i vincoli imposti dai fornitori.

Passo 2: primo approccio, i costi con ricarico

La guida osserva che spesso i prezzi di vendita si determinano partendo dai costi ricaricati di una certa percentuale. È importante distinguere ricarico e margine, che molti imprenditori alle prime armi confondono:

Ricarico Margine
Formula (Prezzo di vendita − Costo di acquisto) ÷ Costo di acquisto (Prezzo di vendita − Costo di acquisto) ÷ Prezzo di vendita
Esempio: costo 100 €, prezzo 150 € 50 % 33,33 %

La tabella di raffronto della stessa guida mostra come lo stesso prezzo corrisponda a percentuali diverse: con un costo di 100 €, un ricarico del 30% porta a un prezzo di 130 € e a un margine del 23,08%; un ricarico del 100% porta a 200 € e a un margine del 50%. Per questo, quando si parla di «ricarico del 50%», bisogna sapere che il margine reale è circa un terzo del prezzo.

Un esempio di prodotto (ipotetico)

Voce Importo (€)
Materiali e lavorazione per pezzo 12,00
Imballaggio e spedizione per pezzo 3,00
Commissioni di pagamento per pezzo 1,00
Costo variabile totale per pezzo 16,00
Costi fissi mensili (laboratorio, software, assicurazione) 800,00
Pezzi che prevedi di vendere in un mese 100
Costi fissi per pezzo 8,00
Costo pieno per pezzo 24,00
Prezzo con margine del 40 % sul prezzo di vendita 24 ÷ (1 − 0,40) = 40,00

Nell’esempio, per ottenere un margine del 40% sul prezzo il ricarico sui costi è del 66,7%: (40 − 24) ÷ 24. Conviene sempre dire a quale base si riferisce la percentuale.

Passo 3: il punto di pareggio

La guida di Unioncamere indica di calcolare il punto di pareggio, cioè il livello di vendite necessario per coprire tutti i costi e iniziare a generare profitto. Nell’esempio, ogni pezzo venduto a 40 € lascia 24 € dopo i costi variabili (40 − 16); per coprire 800 € di costi fissi servono 800 ÷ 24 = 33,3 pezzi, quindi 34 al mese. Se prevedi di venderne meno, il prezzo non regge: devi alzarlo, ridurre i costi o cambiare il progetto.

Calcolatrice, matita e carta quadrettata con un grafico a linee disegnato a mano su una scrivania

Passo 4: guarda il mercato

  • Raccogli i prezzi dei concorrenti diretti per prodotti o servizi paragonabili, non per approssimazioni.
  • Confronta anche cosa offrono: tempi, garanzie, assistenza, qualità dei materiali.
  • Osserva la fascia in cui vuoi collocarti: economica, media o alta, e se la tua offerta la giustifica.

Un prezzo molto inferiore ai concorrenti richiede una spiegazione (costi minori, volumi maggiori); uno molto superiore richiede un valore evidente.

Passo 5: il valore percepito dal cliente

Il cliente non conosce i tuoi costi: valuta ciò che ottiene. Domande utili:

  • Che problema risolvo e quanto vale per chi lo ha?
  • Cosa mi distingue: specializzazione, rapidità, personalizzazione, garanzia?
  • Il cliente può confrontare facilmente la mia offerta con altre?

Le interviste ai clienti, di cui parliamo nell’articolo sulla buyer persona, aiutano a capire cosa considerano importante e quanto sono disposti a pagare.

Il prezzo per i consumatori: sempre finale e con IVA

Se vendi a consumatori, ricorda che la direttiva europea 98/6/CE sull’indicazione dei prezzi definisce il prezzo di vendita come il prezzo finale, valido per un’unità di prodotto o per una determinata quantità, comprensivo dell’IVA e di ogni altra imposta. Il prezzo esposto al consumatore deve quindi essere quello effettivamente pagato, non un prezzo al netto delle imposte. Per la vendita a imprese, dove si espone spesso il prezzo senza IVA, chiarisci sempre se le cifre sono al netto o al lordo.

Servizi: come calcolare la tariffa oraria

Per chi vende tempo, il ragionamento è simile. Un esempio ipotetico:

Voce Valore
Compenso annuo desiderato al lordo dei costi di lavoro 36.000 €
Costi annui dell’attività (studio, strumenti, assicurazioni, formazione) 9.000 €
Totale da coprire 45.000 €
Ore effettivamente fatturabili nell’anno (non tutte le ore lavorate lo sono) 900
Tariffa oraria minima 50 € l’ora

Le ore fatturabili sono molte meno di quelle lavorate, perché una parte del tempo si spende in amministrazione, preventivi, formazione e ricerca di clienti: ignorarlo è l’errore più comune.

Errori frequenti

  • Dimenticare i costi fissi o il proprio compenso.
  • Confondere ricarico e margine: si pensa di guadagnare più di quanto si guadagna.
  • Copiare i concorrenti senza conoscere i propri costi.
  • Prezzi troppo bassi per attirare clienti: difficili da alzare e da sostenere.
  • Non rivedere i prezzi: con l’aumento dei costi il margine si erode senza che ce ne accorgiamo.

Domande frequenti

Ogni quanto conviene rivedere i prezzi?

Almeno una volta l’anno e ogni volta che cambiano in modo significativo costi, fornitori o condizioni di mercato.

Meglio un prezzo basso per partire?

Dipende dal calcolo del punto di pareggio: se a quel prezzo non copri i costi con i volumi previsti, il problema si aggrava con la crescita.

Come rispondere a chi chiede uno sconto?

Prima verifica il margine che ti resta: se non lo puoi sostenere, valuta di modificare l’offerta (meno servizi, tempi diversi) piuttosto che il prezzo.

Fonti e approfondimenti

Gli esempi numerici sono ipotetici. L’articolo ha scopo informativo e non sostituisce la consulenza di un commercialista. Le fonti sono state consultate il 22 settembre 2026.