Un fondo di emergenza è una somma tenuta da parte, facilmente accessibile, da usare solo per imprevisti straordinari: una spesa urgente, un periodo senza reddito, un guasto che non si può rimandare. La Banca d’Italia indica come punto di partenza risorse almeno pari a quanto si spende in un mese. Si costruisce poco alla volta, con una cifra mensile fissa, e si usa solo quando serve davvero.
Per sapere quanto spendi ogni mese, parti dal budget familiare mensile; per un quadro più generale sul risparmio, puoi consultare anche l’articolo Come risparmiare i soldi.
Cosa dice la Banca d’Italia
In un articolo del portale «L’economia per tutti» sull’importanza della prevenzione, del 15 febbraio 2021, la Banca d’Italia descrive il fondo di emergenza con queste caratteristiche:
- dovrebbe assicurare, di volta in volta, risorse almeno pari a quanto si spende in un mese, dall’affitto agli spostamenti, dai pasti alle bollette;
- deve essere facilmente accessibile;
- va usato esclusivamente in caso di imprevisti straordinari;
- non è una soluzione di lungo periodo, ma può risultare essenziale per affrontare le settimane successive a un cambiamento drastico delle proprie entrate senza andare nel panico;
- si può costruire anche poco alla volta.
La stessa pagina sulla pianificazione della Banca d’Italia ricorda che gli obiettivi di risparmio devono essere concreti e raggiungibili, un principio che vale anche per il fondo.
Quanto mettere da parte
Un mese di spese è il minimo indicato dalla fonte; quanto oltre dipende dalla tua situazione. Alcuni elementi che portano a un fondo più consistente:
| Situazione | Perché serve più margine |
|---|---|
| Reddito variabile o stagionale | Le entrate possono interrompersi o ridursi per periodi imprevedibili |
| Una sola fonte di reddito in famiglia | Un imprevisto sul lavoro tocca tutto il bilancio |
| Persone a carico | Spese sanitarie e scolastiche possono comparire all’improvviso |
| Casa, auto o altri beni da mantenere | Riparazioni improvvise possono avere costi elevati |
| Debiti con rate fisse | Le rate non si fermano se le entrate calano |
Non esiste un numero universale: si può procedere per tappe, con un primo traguardo (un mese di spese) e un secondo che tenga conto di questi fattori.
Come calcolare la cifra: un esempio ipotetico
Le cifre seguenti sono inventate e servono a mostrare il metodo.
| Voce | Importo mensile (€) |
|---|---|
| Casa (affitto o mutuo, condominio) | 750 |
| Utenze | 200 |
| Alimentari | 450 |
| Trasporti | 200 |
| Assicurazioni e salute | 100 |
| Rate e altri impegni | 100 |
| Spese essenziali del mese | 1.800 |
Considera solo le spese davvero necessarie, non quelle sacrificabili. Con 1.800 € di spese essenziali, il primo traguardo è un fondo di 1.800 €. Se decidi di arrivare a tre mesi, l’obiettivo diventa 5.400 €. Mettendo da parte 150 € al mese, il primo traguardo si raggiunge in 12 mesi e il secondo in 36: per questo conviene procedere per gradi e festeggiare ogni tappa.
Come costruirlo, passo dopo passo
- Calcola le spese essenziali di un mese, come nella tabella.
- Fissa il primo traguardo e una scadenza realistica.
- Automatizza il versamento: un bonifico periodico programmato il giorno dell’accredito dello stipendio, prima di poter spendere.
- Tieni il fondo separato dal conto delle spese quotidiane, per non usarlo per errore.
- Aumenta la quota quando arriva un’entrata extra o quando una spesa termina.
- Ricostruiscilo dopo un utilizzo: tornare al livello di partenza è la nuova priorità.

Se sembra di non riuscire a mettere da parte nulla
Succede spesso quando il bilancio è stretto. Qualche modo per cominciare comunque:
- parti da una cifra simbolica, anche 10 o 20 euro al mese, per creare l’abitudine e poi aumentarla;
- destina al fondo una parte di ogni entrata extra, come un rimborso o una gratifica;
- rivedi una voce di spesa alla volta, per esempio un abbonamento poco usato, e sposta la differenza sul fondo;
- verifica nel budget se ci sono spese non frequenti dimenticate che riducono i margini, e correggile.
Dove tenerlo
La Banca d’Italia indica come requisito la facile accessibilità. In pratica significa poter disporre della somma in tempi brevi e senza il rischio di perdere capitale. Una somma vincolata o investita in strumenti il cui valore può oscillare non risponde a questo scopo. Prima di scegliere il prodotto, leggi con attenzione condizioni e costi, e per decisioni di importo rilevante valuta il parere di un consulente indipendente.
Quando usarlo e quando no
| Sì, è un imprevisto | No, non è un imprevisto |
|---|---|
| Guasto grave della caldaia o dell’auto usata per lavorare | Un’offerta o un saldo che «non si ripeteranno» |
| Spesa sanitaria urgente non coperta | La vacanza dell’anno |
| Calo o interruzione improvvisa del reddito | Una spesa annuale prevedibile (assicurazione, bollo) |
Le spese prevedibili, anche se non mensili, vanno nel budget come quota mensile: il fondo di emergenza serve a ciò che non si può prevedere.
Errori frequenti
- Puntare a una cifra irraggiungibile: l’obiettivo troppo alto scoraggia. Meglio un primo traguardo raggiungibile.
- Usarlo per spese pianificabili: si svuota e non protegge più dai veri imprevisti.
- Tenerlo mescolato al conto corrente: è facile spenderlo senza accorgersene.
- Non ricostruirlo dopo l’uso.
- Aspettare di avere «abbastanza» per iniziare: anche pochi euro al mese contano, come ricorda la fonte quando parla di costruirlo poco alla volta.
Domande frequenti
Meglio estinguere prima i debiti o costruire il fondo?
Dipende da tassi, importi e scadenze. Un primo cuscinetto evita di dover ricorrere di nuovo al credito per un imprevisto; poi si può ripartire l’impegno. Per i debiti onerosi, valuta un confronto con un consulente.
Serve un fondo se si ha una famiglia con due stipendi?
Sì, anche se in forma più contenuta: due redditi riducono il rischio, ma non lo eliminano.
Quanto tempo ci vuole?
Dipende dalla quota mensile: nell’esempio, 150 € al mese richiedono un anno per un mese di spese. L’importante è la continuità.
Fonti e approfondimenti
- Risparmiare e pianificare: l’importanza della prevenzione per far fronte agli eventi inattesi della vita e agli shock finanziari — Banca d’Italia, «L’economia per tutti», 15 febbraio 2021.
- La pianificazione — Banca d’Italia, «L’economia per tutti».
Le cifre dell’esempio sono ipotetiche. L’articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria. Le fonti sono state consultate il 22 settembre 2026.

